Festa di San Nicola e del Vischio
Festa di San Nicola e del Vischio
Trigallia - Associazione Culturale Celtica
Festa di San Nicola e del Vischio
HOME GALLERY STORIA LA FESTA TRADIZIONI SAN NICOLA NEL MONDO CHI SIAMO CONTATTI
Festa di San Nicola e del Vischio
Il vischio  
Il vischio

Baciarsi sotto un ramoscello di vischio la sera di Capodanno è ormai una tradizione consolidata e un rito che si ritiene “porti fortuna”. Il dono del vischio durante il periodo natalizio è un gesto considerato portatore di serenità, salute e fortuna. Forse non tutti sanno che l’origine del culto di questa pianta speciale risale ai Druidi celti che consideravano il vischio “sacro”.

Il vischio cresce come parassita sulle piante a piccoli cespugli
o “palle” con foglioline verdi e bacche perlacee (tossiche).
Credenze e usi del vischio:
• entra nelle nostre case nel periodo natalizio per i suoi
buoni auspici;
i rametti di vischio portanti foglie oblunghe e coriacee di colore
verde e bacche sferiche di consistenza gelatinosa si appendono
sulle porte di casa per augurare serenità e pace a coloro che ci vivono.
• Si appende alla porta di casa: se si passa sotto un ramo di vischio in compagnia ci si
deve baciare e se una ragazza non riceve il bacio nell’anno successivo non si sposerà.
• La tradizione vuole che baciarsi la notte di Capodanno sotto il vischio protegga
l’amore e gli innamorati.
• Appendiamo il vischio alla porta e regaliamolo insieme a pungitopo e agrifoglio
per augurare a parenti e amici un anno nuovo ricco di armonia e felicità.
• Nell’antichità si credeva anche che se una donna sterile ne facesse uso, ben presto
sarebbe divenuta fertile.
• I Popoli germanici la ritenevano una pianta donata dagli dei poiché non ha radici
e nasce come parassita sul ramo di un’altra pianta. Si diceva che nascesse dov’era caduto
il fulmine: forza divina, immortalità e rigenerazione.
• I Druidi, sacerdoti celti, che lo ritenevano un toccasana contro tutti i mali, lo raccoglievano
con un particolare rituale durante il solstizio d’inverno. Il periodo non era
scelto a caso: il solstizio d’inverno rappresentava il risveglio del Sole assimilato a una
divinità che riportava pace e gioia nel mondo. Il rituale vedeva il più alto dei sacerdoti
armato di un falcetto d’oro con il quale eseguiva un’evirazione simbolica del vischio
dall’albero per poi raccoglierlo in un candido panno di lino affinché non perdesse i
suoi poteri magici. Il rito era probabilmente propiziatorio stando a simboleggiare la
morte dell’inverno con conseguenti festeggiamenti per l’arrivo della nuova primavera.
• Nel medioevo il popolo lo riteneva capace di domare gli incendi e ne appendevano
alcuni rametti sulla soglia delle case e dei fienili.
• Sempre nel medioevo la tradizione aveva subito trasformazioni: lo si doveva raccogliere
ma non con la mano sinistra; in alcune regioni si faceva cadere il vischio colpendolo
con un bastone, in altre con una freccia e si doveva afferrarne il cespo al
volo prima che toccasse terra.
• Secondo una leggenda, l’origine di questa pianta è legata alla storia di un vecchio
mercante avido e avaro che alla vigilia di Natale
scoprì quanto male avesse fatto al prossimo
e si mise a piangere. Le lacrime si
posarono su un cespuglio e continuarono a
splendere come perle. Era nato il vischio.
• I contadini bretoni attaccano dei grandi
mazzi sulle facciate delle loro case e nel mese di
giugno questi mazzi sono impressionanti per lo
splendore dorato del fogliame. Per questo effetto,
il vischio è chiamato anche il ramo d’oro
Proprietà del vischio: le foglie sono
utilizzate in fitoterapia sotto forma di tinture o
d’infusi per la cura dell’ipertensione, dell’arteriosclerosi
e delle embolie cerebrali. Il vischio è
un ottimo regolatore delle mestruazioni, utilizzato
per regolarizzare il ciclo mestruale; antispasmodico
e sedativo svolge un’efficace
azione sedativa nei casi di agitazioni nervose e
lenisce i dolori causati da cefalee; diuretico e
depurativo favorisce la diuresi e l’eliminazione
delle sostanze tossiche come l’urea e l’acido
urico; antinfiammatorio con applicazioni locali
che alleviano i dolori causati da lombalgie,
sciatalgie e da reumatismi reumatici (è vivamente
sconsigliato l’uso medicinale “fai da te”,
rivolgersi a specialisti erboristi).

Torna indietro

Immagine di Luca Tarlazzi - clicca per ingrandire
© Questo sito utilizza soltanto cookie tecnici per finalità strettamente connesse al corretto funzionamento del sito stesso e per migliorare servizi ed esperienza di navigazione. Per leggere l'informativa completa clicca qui.
© 3ntini Editore Srl - All rights reserved